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Sai Baba ha lasciato il corpo

Sathya-Sai-Baba_article24 Aprile 2011

 

 

 

Stamane, alle 4 e 10 minuti Swami ha lasciato il Suo corpo mortale. Tutti coloro che lo hanno seguito e conosciuto sono ammutoliti da un profondo dolore e uniti dal bisogno urgente di ritrovare nel commosso abbraccio di chi ha assaporato il nettare della Sua incommensurabile Dolcezza e Amore illimitato un tenue barlume di una vibrazione di avvolgente e totale accoglienza e appartenenza, quale quella che Lui ci ha sempre riservato.

Swami ha deciso di lasciare l’involucro terreno nel giorno di Pasqua 2011, non un giorno casuale in un anno non casuale. Queste incredibili coincidenze, mi lasciano senza commenti con l’unica e ovvia conclusione di un potente segno dei tempi.

 

Nessuno di noi era pronto ad accettare una così imprevedibile virata nel Suo progetto, anche se ad alcuni Suoi più intimi aveva già da qualche tempo palesato l’intenzione di lasciare presto l’involucro terreno per operare più completamente da piani  più sottili.

 

Ripetutamente rivedo tutti i momenti vissuti accanto a Lui, le movenze leggere della sua fluttuante tunica arancione, il passo lieve e tranquillo dei Suoi piccoli piedi profumati di gelsomino e delicati come una pesca, l’aura blu della sua cornice di capelli corvini, la insondabile profondità del Suo sguardo che rifletteva tutta la nostra esistenza dal Principio prefigurando la liberazione finale. Il contatto e il battesimo del Cuore per i fortunati che riuscivano a slittare dalla relazione basata sulla forma a una intimità di vibrante amore che nessuna realtà terrena può surrogare. Ti sentivi coinvolto in un rapporto unico fra 10.000.

 

Rivedo le attenzioni di Madre affettuosa e attenta con i Suoi meravigliosi studenti che a centinaia e a volte migliaia affollavano il Mandir. Rivedo ancora l’attenzione premurosa quando seguiva i suoi seva (volontari di servizio) distribuire il prasad (cibo benedetto) a tutti noi assiepati nel mandir fino a che tutti, ma proprio tutti avessero ricevuto l’agognato dono. Rivedo ancora il Suo dolcissimo sorriso rivolto a me, la scorsa estate: uno stringente arrivederci, lo comprendo solo ora.

 

Nella sala delle interviews private, l’atmosfera era rarefatta e anche i più grossi problemi scomparivano, per usare un’espressione a Lui cara, come ‘passing clouds’ (nuvole passeggere): non c’era posto per la mente  solo Beatitudine assoluta.

 

Ho negli occhi i colori intensi di quell’angolo d’India, l’immenso viale che conduce a Puttaparthi costellato delle Sue scuole, le Università, Il Super Speciality Hospital, un imponente edificio a più ali rosa intenso, esempio e speranza di una concezione della sanità da Nuova Era.

 

Ho nelle orecchio i mantra vedici dei Suoi Studenti, tutti rigorosamente in bianco seduti nella Sai Kulwant Hall e le voci all’unisono dei bambini più piccoli che con passione e intonazione snocciolavano la ripetizione del nome divino. Rivedo i gruppi di tutto il mondo dall’America Meridionale al Kazakistan, tutti uniti dall’Amore per Lui. Unity, unity, unity. Il cardine del Suo Insegnamento. Love all, serve all, la pietra miliare della Sua Missione e del nostro impegno. Coerenza fra pensiero, parole e azioni per la costruzione del carattere nostro e degli studenti di tutto il mondo. Due mani che servono sono meglio di due mani che pregano, per incitarci al servizio disinteressato. Verità, Pace, Retta Azione, Amore, Non Violenza (Sathya, Shanti, Dharma. Prema, Ahimsa) i 5 Valori Umani che Lui stesso disse essere i costituenti delle nostre stesse cellule e che dovevamo riportare alla nostra memoria per viverli. E soprattutto l’ Amore , quell’ Amore di cui tutti noi siamo fatti, la corrente sotterranea che sostanzia tutto, il filo della collana che tiene le perle della nostra vita.

 

Sempre affermò che la Sua Vita era il Suo messaggio e, negli ultimi anni, spostò il fulcro a che la nostra vita fosse il Suo Messaggio, affidandoci la responsabilità di rappresentarlo nel mondo, nella vita, nella società.  Sempre presente a se stesso, dotato dei poteri dell’ Onnicoscienza, Onniveggenza e Onnipotenza, è penetrato nelle vite di centinaia di migliaia di persone con la delicatezza di una piuma, consolando, consigliando, aiutando con l’unico e sacrosanto obiettivo della nostra evoluzione attraverso l’aiuto incessante ai sofferenti, ai poveri, ai malati. Le opere sociali sono imponenti e queste colpiscono il neofita più degli innumerevoli miracoli che costellano come qualità naturale la vita di un Avatar. E’ stato l’Avatar dell’Amore e del Servizio , ha trasformato l’India meridionale da terra dimenticata a esempio e stimolo per il mondo mostrando il know how dei benefici totali di una società orientata al Bene Comune e non allo sfrenato individualismo.

 

Rivedo la Sua Toyota argentata pronta ad accoglierLo per le incessanti visite quotidiane all’Ospedale e alle Sue scuole. Riascolto il silenzio che precedeva le Sue apparizioni al darshan quotidiano seguito dal fremito della folla quando la Sua testa corvina appariva all’orizzonte visivo. Persino gli uccelli smettevano di volare e potevo quasi ascoltare il palpito di tutti i cuori all’unisono rivolti a Lui.

 

Rivivo l’emozione della prima interview  mentre percorrevo la distanza dalle file al portico del Tempio, accompagnata dalle seva, la Luce dei colori, il profumo dei gelsomini e la Luce fluttuante attorno alla Sua testa.

 

Rivivo e rivedo ciò che mi ha conquistato sin nel profondo, ma la Sua Opera e incommensurabilmente più grande e vasta di quello che ho appena delineato.

 

Agognavo vederLo accompagnarci verso l’Ascensione, con la Sua veste arancione, con il Suo sguardo penetrante e infinito.  Ci ha lasciato nel mondo delle apparenze, apparentemente orfani e profondamente nostalgici del nettare che abbiamo avuto la fortuna di assaporare.

 

Noi tutti, da me per prima, dobbiamo modificare e risettare le convinzioni che ci eravamo fatti:  un Avatar di questa portata è veramente insondabile, Lui ha la visione del tutto, Lui conosce l’intero progetto, i veri devoti devono affidarsi al di là dell’evidenza. Ancora più di prima sappiamo che la nostra Vita è stata potentemente trasformata dal Suo Tocco e che i Suoi Insegnamenti costituiscono la nostra eredità. Dobbiamo sentire che Lui ci è più che mai vicino e evaporare le onde di tristezza e il senso di mancanza che inevitabilmente ci colpiscono.
Vi lascio alle Sue parole che Lo descrivono nella Sua incomparabile Natura

 

 

 

 

 

 

 

LOVE IS MY FORM
TRUTH IS MY BREATH
BLISS IS MY FOOD

 

 

 

NO REASON FOR LOVE
NO SEASON FOR LOVE
NO BIRTH NO DEATH

 

 

 

L’AMORE E ‘ LA MIA FORMA
LA VERITA’ E’ IL MIO RESPIRO
LA BEATITUDINE E’ IL MIO CIBO

 

 

 

NESSUNA RAGIONE PER AMARE
NESSUNA STAGIONE PER AMARE *
NESSUNA NASCITA , NESSUNA MORTE

 

 

 

 

 

*da intendersi nel senso che l’Amore  non ha una ragione e un tempo, ma E’-

 

 

 

 

 

Onore e Gloria al nostro Beneamato Swami per l’eternità,
Facci sentire l’alito della Tua presenza e della Tua Guida
nei giorni a venire, illumina il nostro cammino e poni la Tua
mano sulla nostra testa per affrontare la sfida dei giorni futuri
perché il buio non ci spaventi e aleggi attorno a noi il delicato
profumo della Tua Vibhuti , segno di Grazia e Protezione.
JAI  SAI RAM

 

 

 

Per SaraS
Marina Ciccolella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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