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Papa Giovanni XXIII e l’incontro con l’uomo delle stelle

Nel 1985 un periodico inglese pubblicò la notizia che il papa Giovanni XXIII, più conosciuto come il “Papa buono”, avrebbe avuto contatti con presunti esseri extraterrestri. Nel 2008 il direttore dell’osservatorio astronomico del Vaticano, José Gabriel Funes, in un’intervista rilasciata a “L’osservatore Romano”, affermò che Dio avrebbe potuto creare vita intelligente in altre parti dell’universo e che potremmo addirittura considerarli come nostri fratelli. Dichiarazioni che in pochi minuti fecero il giro del mondo.

Ci fu però un precedente, pubblicato da un periodico inglese e ripreso dal quotidiano statunitense “The Sun” il 23 luglio 1985, dove si affermava che papa Giovanni XXIII, al quale vengono attribuiti migliaia di eventi miracolosi, come malattie curate e guarigioni di moribondi in tutto il mondo, ebbe diversi incontri con gli esseri extraterrestri.

Uno di questi, molto particolare e ben documentato, ebbe luogo nella residenza estiva di Castel Gandolfo nel 1961, come dichiarato da uno dei suoi segretari:

«Era di forma ovale e aveva luci intermittenti azzurre e ambra.
La nave sembrò volare sulle nostre teste per qualche minuto poi atterrò sul prato nel lato sud del giardino. Uno strano essere uscì dalla nave; sembrava un umano tranne che era avvolto in una luce dorata e aveva orecchie più grandi. Sua Santità ed io ci inginocchiammo: non sapevamo cosa stavamo vedendo, ma capimmo che non era di questo mondo e pertanto doveva essere un avvenimento celeste. Il Santo Padre si alzò e camminò verso l’essere.
I due rimasero 15 – 20 minuti in quella che sembrava una conversazione.
Non mi chiamarono, così rimasi dov’ero e non potei sentire nulla di ciò che si dissero.

L’essere si girò e si avviò verso la nave, poi se ne andò. Il Sommo Pontefice di rivolse a me dicendo: “I figli di Dio sono dappertutto. A volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli”».

Sul momento questa notizia non causò nessuna reazione. Nel 2007 in un convegno ufologico tenutosi in Perù fu ripresa dall’Arcivescovo per il Centro America della Chiesa Cattolica Ecumenica di Gesù Cristo, monsignor Higinio Alas Gòmez. Intervistato al telefono da “Tercer Milenio”, ci ha dichiarato: “Credendo in questa realtà, cioè che il Dio Padre ha impresso il suo sigillo di vita in tutto l’universo ci deve essere vita in altre galassie, in altri pianeti”.
Nel libro delle profezie di papa Giovanni XXIII dello scrittore e sceneggiatore italiano Pier Carpi, a pagina 188 e 189 si legge: “Le luci nel cielo saranno rosse, azzurre, verdi, veloci. Cresceranno. Qualcuno viene da lontano, vuole incontrare gli uomini della Terra, incontri ci sono già stati. Ma chi ha visto veramente ha taciuto”.

Carpi scrisse che nell’anno 1935, mentre si celebrava un rituale di iniziazione in un tempio rosacrociano, uno dei presenti cominciò a parlare con una voce che non era la sua. Il Gran Cancelliere dell’Ordine trascrisse tutto ciò che il fratello diceva e fu pubblicato nel 1976 in un libro intitolato: “Le profezie di papa Giovanni”. Il fratello, infatti, era Angelo Roncalli, all’epoca Arcivescovo Titolare di Mesembria, che più tardi ascenderà al trono papale col nome di Giovanni XXIII.

Tre decenni più tardi, il 23 maggio 1963, venne pubblicamente annunciato che il Papa soffriva di un cancro allo stomaco. Una settimana dopo, papa Roncalli moriva a Roma. Non aveva voluto farsi operare, temendo che il Concilio Vaticano II, che si teneva in quel momento, potesse prendere una strada diversa da quella stipulata. Giovanni XXIII morì senza vedere conclusa la sua opera, che lui stesso considerava “l’aggiornamento della Chiesa”. Monsignor Higinio Alas ci ha assicurato che poco prima che morisse gli chiesero di quell’incontro, e che rispose che lo portava nel cuore: “Quando il Papa stava per morire qualcuno gli chiese di quell’evento, e lui disse che questo se lo portava nel cuore e che non l’avrebbe ancora rivelato”.

Nella memoria di migliaia di persone in tutto il mondo questo pontefice è ricordato come il “Papa buono” ed è onorato anche da molte organizzazioni protestanti come un riformatore cristiano. Alas Gòmez ha dichiarato che l’incontro del Santo Padre con quell’essere non umano certamente aprì la sua mentalità: “Il Papa era già un grande visionario, ma questo gli aprì molto più profondamente la sua mentalità, la sua visione, la visione cosmologica e il desiderio che la Chiesa si aprisse molto più pienamente verso l’umanità”.
Sua Santità Giovanni XXIII fu beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 assieme a papa Pio IX. La sua festa liturgica rimase fissata per l’11 ottobre, giorno di apertura del Concilio Vaticano II. Quando fu esumato nell’anno 2000, si vide che il suo corpo era assolutamente incorrotto. I suoi resti attualmente riposano nella Basilica di San Pietro, a Roma.

La storia fu raccontata più dettagliatamente da Santiago Aranegui in “Tribuna Virtual”
E’ accaduto nell’anno 1961 e fu rivelato dal suo segretario personale e assistente papale, che però lo fece vent’anni dopo la morte del Papa facendolo per iscritto, e inoltre lo fece a un periodico inglese. Usò più o meno queste parole: “C’eravamo io e il papa Giovanni XXIII che stavamo passeggiando nel giardino di Castel Gandolfo una notte del mese di luglio 1961 quando notammo sopra le nostre teste un oggetto molto luminoso. Aveva forma ovale e aveva molte luci intermittenti di colore azzurro e ambra. La nave sembrò volare sulle nostre teste per qualche minuto per poi atterrare sul prato nel lato sud del giardino di Castel Gandolfo. Uno strano essere uscì dalla nave; aveva forma assolutamente umana con la differenza che appariva contornato da una specie di luce che sembrava emanare dal suo corpo e che le orecchie erano un po’ più grandi delle nostre. Sua Santità ed io ci inginocchiammo: non sapevamo che cosa mai stessimo osservando, ma capimmo che qualsiasi cosa fosse, non apparteneva a questo mondo e pertanto doveva essere un avvenimento celeste. Pregammo, e quando alzammo la testa l’essere era ancora lì, in piedi. Questo ci confermò che non si trattava di una visione ma di un essere assolutamente in carne ed ossa, o comunque vivo. Il Santo Padre si alzò e camminò verso l’essere. I due rimasero circa 20 minuti di fronte uno all’altro, li si vedeva gesticolare come se stessero parlando ma non si sentiva suono di voci. Loro non mi chiamarono, così rimasi dov’ero e non potei sentire nulla di ciò che si dissero. Poi l’essere si girò e camminò verso la sua nave che si sollevò. Sua Santità girò la testa verso di me dicendo queste parole: “I figli di Dio sono dappertutto, anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli”.

Giovanni XXIII, racconta l’assistente, non gli volle mai raccontare che cosa si dissero in quell’occasione. “Dopo che l’essere extraterrestre tornò alla sua nave e ci lasciò, riprendemmo a passeggiare come se non fosse successo niente. Lui non disse mai nulla di dischi volanti ma sono sicuro che entrambi avevamo in mente che questi visitatori extraterrestri venivano molto spesso”.
Diverse volte dopo questo fatto Sua Santità e il suo segretario passeggiarono molto spesso nel giardino guardando il cielo. Si tratta di un’esperienza molto impressionante, dico io adesso, che per qualcuno lascia aperto l’interrogativo ma che per altri è la conferma che anche in passato ci furono contatti nei tempi biblici, ad esempio il contatto che ebbe Esdra con Uriel, ecc…

Le profezie di Giovanni XXIII. Il volto misterioso del Papa buono.
“Abbiamo la certezza che molte delle conoscenze esoteriche che credevamo perdute sono conservate e seriamente amministrate in due secolari istituzioni, la Chiesa cattolica e l’Islam”.
(Dalla relazione di Frà Aldirhan al VI convento iniziatico di Strasburgo)
“Uomo che sei salito sulla Luna, guardati: ora la possiedi ma specchiata in una fogna scoperta… Sul mondo che freme venti caldi e freddi, tempeste sociali”.
(Tratto dalle profezie di Papa Giovanni XXIII)

Il Diario dell’Anima
Angelo Roncalli – il futuro Papa Giovanni XXIII – nacque a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881. I suoi genitori, che avevano molti altri figli, erano mezzadri del Conte Morlani e si chiamavano Marianna Mazzola e Gianbattista Roncalli.
A 11 anni entrò come alunno nel Seminario Minore di Bergamo. Ricevette l’abito talare nel 1895, anno in cui iniziò a confidare i propri pensieri alle pagine di un diario, poi definito il Diario dell’Anima, nel quale continuò a scrivere sino al giorno della sua morte, il 3 giugno 1963.

Non getterò pietre contro Mussolini
Nel luglio del 1943 scrisse sul diario: “La notizia più grave del giorno è il ritiro di Mussolini dal potere…un atto di saggezza, che gli fa onore. Non getterò pietre contro di lui. Anche per lui sic transit gloria mundi. Ma il gran bene che lui ha fatto all’Italia resta. Il ritirarsi così è espiazione di qualche suo errore. Dominus parcat illi, Dio abbia pietà di lui”.
Angelo Roncalli amava i viaggi. Desiderava conoscere la gente, i suoi costumi, la sua realtà. Non smise mai di viaggiare, nonostante i molti richiami dall’alto quando era Nunzio apostolico nelle varie sedi, che abbandonava per lunghi periodi per spingersi nel cuore delle diocesi.
Nel 1962, quando già era Papa, si recò in pellegrinaggio ad Assisi e a Loreto. Fu il primo Pontefice dopo secoli a lasciare il Vaticano.

Giovanni XXIII l’antipapa
Divenne il 261esimo Papa della Chiesa cattolica il 28 ottobre 1958 e scelse il nome di Giovanni XXIII.
Giovanni per rifarsi al Battista e all’Evangelista. XXIII per cancellare un antico equivoco storico su un Pontefice che portava tale nome ma che poi divenne antipapa (un Giovanni XXIII vissuto tra il 14esimo e il 15esimo secolo).
Sin dall’inizio il suo pontificato fu febbrile e sconvolge non poco la lentezza burocratica della curia. Mentre stendeva una delle sue prime encicliche, il cardinale segretario di Stato, leggendo alcuni fogli scritti dal Papa gli fece notare come certe parole fossero inventate: “Non sono citate nemmeno nel dizionario Palazzi – commentò. Giovanni XXIII rispose: “Bene, dovremo riformare molte cose. Vorrà dire che riformeremo anche il Palazzi”.

Turchia: l’iniziazione esoterica
Nel 1934 Angelo Roncalli andò in Turchia quale delegato apostolico. A causa dello stato di persecuzione doveva indossare, come tutti i religiosi cristiani, abiti civili. Era sorvegliato, si muoveva con difficoltà, le spie erano ovunque. Ma nonostante questo, chi gli era vicino in quei giorni vedeva un uomo sereno.
Si dice che proprio in Turchia, nel 1935, Roncalli entrò a far parte di una società segreta: “Venne introdotto in una stanza. Al centro della stanza c’erano un grande tavolo e tre sedie. Su una sedia c’era una tunica di lino, fasce colorate e una busta chiusa da un sigillo rosso: conteneva le antiche regole dell’ordine.
Sul tavolo una Bibbia aperta all’inizio del Vangelo di Giovanni, un incensiere, fasce di stoffa colorate, due candelabri in bronzo con tre candele rosse ciascuno.
Poi il simbolo magico ed esoterico dell’ordine al quale Angelo sarebbe stato da lì a poco iniziato. Sotto il simbolo, tre rose incrociate, di stoffa: una rossa, una nera e una bianca”.

Rituali segreti
Durante la cerimonia d’iniziazione ad Angelo Roncalli fu chiesto di scegliere il nome che avrebbe avuto all’interno dell’ordine.
Scelse Johannes, Giovanni, il nome che avrebbe scelto anche 23 anni dopo quando diventò Pontefice. Ricevette la consacrazione della spada, gli vennero insegnate parole segrete, segni di riconoscimento, antichi rituali.
Gli venne insegnato il lavoro da compiere tre volte al giorno, quando il sole si trovava in punti precisi del suo cammino. Lo avrebbe compiuto ogni giorno della sua vita, sino alla morte.
Gli venne detto che “negli stessi tre momenti in ogni parte del mondo i nostri fratelli compiono gli stessi gesti, ripetono le stesse parole. La loro forza è grande, viene da lontano e agisce ogni giorno sull’Umanità”.

Le profezie
Le profezie che Angelo Roncalli scrisse nel 1935, quando entrò a far parte di questo antico ordine esoterico, coprono un periodo che va sino al 2033.
Profezie – per citarne solo alcune – su una Chiesa senza più Pontefice, sull’Umanità, su entità extra terrestri che vorranno comunicare con gli uomini, sulla caduta del Muro di Berlino, sui massacri in Sud Africa, sulla caduta di capi di Stato, sull’estremismo islamico, su situazioni di tensione nella regione del Mediterraneo.
Il libro che le riporta – e da cui sono stati tratti i passaggi di questo articolo – si intitola “Le profezie di Papa Giovanni” ed è stato scritto nel 1976 da Pier Carpi, giornalista ed esperto in discipline esoteriche.

Giovanni XXIII fu dichiarato beato da Papa Giovanni Paolo II il 3 Settembre 2000. Ancora oggi viene ricordato come “Il Papa buono”.

Fonti:

 

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