L’impacco con il succo di limone

La saggezza popolare di un tempo, comprovata oggi anche da conoscenze scientifiche, ha insegnato all’uomo una serie di tecniche o pratiche semplici che facilitano la conquista di una migliore salute. 

Molte sono le tecniche o pratiche che ritenute all’acqua di rose sono troppo spesso lasciate nel cassetto e quindi dimenticate.

È un vero peccato, poiché tra di esse emergono metodiche naturali di facile applicazione che possono essere praticate con facilità nel nostro rifugio casalingo.

Tra i molti elementi che la natura ci dona, ne emerge uno poco conosciuto senza particolari controindicazioni ma d’indubbio valore benefico: “L’impacco col succo di limone”.

Premetto che il succo preparato con questo agrume può essere utilizzato sia per l’assunzione orale sia per trattamenti all’esterno del nostro corpo.

Il succo di limone è in ogni caso e senza dubbio alcuno, un validissimo disinfettante e cicatrizzante capace di agire come depurativo, calmante e tonico per i diversi organi.

Tra le sue tante proprietà, il limone esercita un’importante azione revulsiva, derivando sulla pelle tutto ciò che all’interno del corpo ristagna sotto forma tossinica. Grassi, scorie e rifiuti metabolici difficilmente eliminati da altri organi, possono essere così estratti dal corpo mediante l’applicazione esterna di un impacco o di una fasciatura preparati col succo di limone.

La preparazione dell’impacco è molto semplice.

Si ottiene il succo spremendo uno o più limoni. Nel succo così ottenuto s’imbeve un panno in tessuto vegetale che verrà poi ben strizzato e piegato più volte qualora desiderassimo fare una compressa, o più semplicemente, si può fare una fascia da avvolgere sulla parte interessata.

La scelta tra le due possibilità è relativa al grado di calore della zona da trattare. Dove il grado termico è più elevato, maggiore potrà essere lo spessore, mentre dove non sussiste particolare calore, si opterà per la fasciatura o la semplice applicazione del telo singolo o piegato una sola volta.

Si può anche utilizzare un fazzoletto piegato più volte, oppure una pezzuola di cotone o lino, che una volta ben strizzata può essere applicata sulla parte interessata al trattamento.

Come già spiegato per la ricotta, per ottenere un reale beneficio da questo impacco, è fondamentale che esso sia adeguatamente avvolto sul corpo mediante una prima fasciatura eseguita con un panno di cotone asciutto e una seconda che completa l’avvolgimento attuato, con un panno di lana.

La zona trattata deve mantenersi calda, così come tutto il corpo. Qualora si provasse sensazione di freddo, anche dopo aver bevuto una tisana calda, è necessario sospendere il trattamento.

Il succo di limone, oltre che in impacco, può anche essere utilizzato per frizionare la parte interessata, specie quando la pelle si presenta fredda e solo in caso di eritema, detta frizione non dovrà essere eseguita.

Come la ricotta, anche la compressa o impacco di limone è molto indicato per tutti i problemi cardiaci specialmente aritmie, tachicardie e quando i vasi sanguigni sono irrigiditi o ostruiti da placche di grasso.

La compressa di limone è ottima anche applicata sulla pianta dei piedi; in questo caso, si possono utilizzare pezzuole imbevute di succo e tenute in loco da un paio di calzini di cotone pesante o lana.

Le pezzuole possono essere rimpiazzate da calze di cotone bianco, bagnate e strizzate allo stesso modo dei teli, indi si provvederà a coprirle con un calzino asciutto di cotone e uno di lana.

Questo tipo d’impacco, tenuto per tutta la notte, lavora ottimamente sui ristagni di catarro bronchiale o intestinale che, una volta staccato dalle mucose, sarà eliminato spontaneamente. Spesso, il mattino si vomitano quantità incredibili di catarro.

Ricordo che gargarismi o pennellature in gola, fatte col succo di limone, favoriscono egregiamente la risoluzione di tonsilliti, angine, infiammazioni ed infezioni.

Il limone è pure un ottimo collutorio ma in questo caso è bene diluirlo con acqua.

Questa semplicissima pratica ben si presta a sostituire la ricotta in regione cardiaca, soprattutto in quei soggetti fortemente irrigiditi a livello circolatorio e quindi con una forte alterazione della termoregolazione.

Secondo queste premesse, è comprensibile come questo tipo di applicazione trovi largo impiego in tutti quei casi dove i fenomeni di ateromatosi (depositi di placche grasse o di altra natura all’interno delle arterie) ostruiscono o irrigidiscono i vasi sanguigni e in particolare a livello cardiaco. 

Nei soggetti fortemente termolabili, prima di passare all’uso della ricotta in impacco, l’applicazione della compressa di limone si rivela una pratica d’approccio fondamentale, poiché a livello termico, è molto meno shoccante, specie in una zona sensibile qual è quella cardio-polmonare. Ancora una volta la natura insegna come utilizzarla a nostro beneficio, alla sola condizione che l’uomo abbia per essa il massimo rispetto.

di Corrado Tanzi

 

Corrado Tanzi è un naturologo, iridologo e ricercatore indipendente della scuola Costacurtiana, insegna iridologia, idroterapia e discipline igienistiche naturali secondo il metodo naturale termico di Lezaeta, Costacurta e Kneipp. Autore del libro “Naturoigienismo – Star bene con gli elementi e le nostre forze vitali”, edito da il Gufo Editore. 

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