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Lettere sulla meditazione occulta dal Djwhal Khul il Tibetano

Alice Ann Bailey, nata Alice LaTrobe Bateman (Manchester, 16 giugno 1880 – New York, 15 dicembre 1949), è stata una saggista, esoterista e studiosa di teosofia britannica. La Bailey affermò che la maggior parte delle sue opere le erano state dettate telepaticamente da un «Maestro di Sapienza», chiamato anche «il Tibetano» e in seguito identificato con Djwhal Khul ritenuto un maestro anche della Blavatskij.

Le sue opere, scritte fra il 1919 e il 1949, coprono una vasta gamma di sistemi e di argomenti filosofici ed esoterici quali ad esempio il rapporto tra spiritualità e sistema solare, la meditazione, i fondamenti psicologici e terapeutici della spiritualità, il destino delle nazioni, e le prescrizioni morali e politiche per una società del futuro.

I suoi scritti forniscono poi molte informazioni sulla natura e sull’attività dei Mahatma o Maestri di Saggezza, ciascuno impegnato a favorire il miglioramento di settori specifici delle attività umane, attraverso la collaborazione e il servizio di discepoli presenti in ogni nazione.
La guida che comunica telepaticamente con Alice Bailey inizia con la descrizione di sé stesso.

Estratto di una dichiarazione del Tibetano
(Pubblicata nell’agosto del 1934)

“…Basti dire che io sono un discepolo tibetano di un certo grado, cosa questa che a voi dice ben poco, poiché tutti siamo discepoli, dal più umile aspirante fino al Cristo medesimo ed oltre. Io vivo in un corpo fisico come gli altri uomini, ai confini del Tibet, ed in certi periodi – dal punto di vista esoterico, e quando altri miei doveri me lo consentono – presiedo su di un vasto gruppo di Lama tibetani. Questo è il fatto in base al quale è stato detto che io sono un Abate di questa particolare Lamaseria. Coloro che collaborano con me al lavoro della Gerarchia (e tutti i veri discepoli partecipano a tale lavoro) mi conoscono anche sotto un altro nome e per un altro Officio. A.A.B. sa chi sono io e mi riconosce sotto entrambi i nomi.

Io sono un vostro fratello, il quale ha viaggiato un poco più a lungo sul sentiero ed ha perciò contratto maggiori responsabilità. Sono uno che ha lottato e si è aperta la via fino a trovare una luce maggiore di quella di quella che possono avere gli aspiranti che leggono queste pagine, e devo perciò agire quale trasmettitore della Luce, a qualunque costo. Non sono vecchio, secondo il consueto modo di considerare l’età degli istruttori, pure non sono giovane né privo di esperienza. L’opera mia consiste nell’insegnare e nel diffondere, e sto facendolo da molti anni. Cerco anche di aiutare il Maestro M. e il Maestro K.H. ogni volta che se ne offre l’opportunità, poiché sono stato per lungo tempo in rapporto con Loro e con il Loro lavoro.

In tutto quanto sopra, vi ho detto molto, ma nulla che possa indurvi ad offrirmi quella cieca obbedienza e quella vana devozione che gli aspiranti emotivi offrono al Guru, o al Maestro, con il quale sono ancora incapaci di venire in contatto. Essi non potranno stabilire quell’auspicato contatto fino a quando non abbiano trasmutato la devozione emotiva in servizio non egoistico all’Umanità, non al Maestro.         

Le opere che ho scritto sono offerte al pubblico senza alcuna pretesa che vengano accettate. Esse possono essere, o non essere, corrette, vere e utili. Sta a voi accertarne la verità con la retta pratica e con l’esercizio dell’intuizione. Né a me né ad A.A.B. interessa che queste opere vengano accolte come ispirate, né che tutti ne parlino concitatamente come di scritti di uno dei Maestri. Se esse presentano la Verità in modo tale da costituire una continuazione degli insegnamenti già dati al mondo, se le informazioni che vengono date elevano l’ispirazione e la volontà di servire dal piano delle emozioni a quello della mente (il piano in cui i Maestri possono essere trovati), allora queste opere avranno servito alloro scopo.

Se un insegnamento suscita una risposta dalla mente illuminata e fa brillare un lampo di intuizione, può essere accettato, ma non altrimenti. Se le affermazioni contenute in queste opere potranno trovare, col tempo, una corroborazione e se appariranno vere alla luce della Legge di Corrispondenza, ciò sarà bene. Ma se questo non avverrà lo studioso non accetti quanto è stato detto”.

19 settembre 1920
Oggi possiamo trattare gli ultimi due titoli in modo quasi simultaneo. Essi riguardano i metodi di approccio ai maestri e gli effetti oggettivi sui tre piani dell’evoluzione umana. Qualcuno degli argomenti è già ben conosciuto. Altri forse non sono altrettanto familiari allo studioso … In queste lettere ci siamo occupati dello studente e di ciò che egli deve sforzarsi di compiere, abbiamo anche indicato la sua mèta e – in modo molto schematico – le forme e i metodi per cui raggiungerla.

Abbiamo anche esaminato quegli aiuti alla meditazione che sono rappresentati dalla Parola Sacra, dal Colore e dal Suono, ed abbiamo mostrato ciò che (se ponderato in silenzio) può condurre lo studente a fare certe scoperte da sé stesso. Ultimamente abbiamo tentato di portare i Maestri e la Loro realtà più accosto allo studente, e per tal mezzo facilitargliene l’approccio.

Che rimane da fare? Dobbiamo mostrare ancora cinque cose che lo studente che si sia seriamente sforzato di modellare la propria vita sulle direttrici da me indicate in queste lettere, può attendersi con convinzione. Se solo egli procura le giuste condizioni, se si adegua alle norme necessarie, se mira costantemente ad essere regolare, calmo, e a quella concentrazione interiore che ha in sé il segreto degli Alti Luoghi, in determinate occasioni, e con frequenza sempre crescente, si desterà ad alcune definitive realizzazioni.

Esse saranno il riconoscimento esteriore di risultati interni e gli garantiranno di essere sulla buona via. Ma voglio ripetere ancora che questi effetti sono ottenuti solo dopo una lunga pratica, una lotta strenua, una diligente disciplina della triplice natura inferiore, ed un consacrato servizio reso al mondo.

Metodi di approccio ed effetti che ne derivano
Si possono distinguere tre metodi di approccio, e gli effetti che derivano dal loro impiego possono essere classificati in cinque gruppi. I tre metodi sono:

  1. Servizio santificato
  2. Amore che si rivela per mezzo della saggezza
  3. Applicazione intellettuale

Sono tre modi diversi di esprimere una stessa e sola cosa con un’attiva unità d’intento che si palesa servendo il genere umano con amore e saggezza. Ma alcuni l’esprimono in un modo, altri in un altro; alcuni palesano l’apparenza esterna dell’intelletto, altri quella dell’amore, ma prima di poter conseguire la méta l’intelletto dovrà basarsi sull’amore, e questo, senza lo sviluppo mentale e quella discriminazione che solo la mente fornisce, può mancare di equilibrio e di saggezza. Sia la mente che l’amore devono venire espressi nel servizio, prima che possa sbocciare il fiore d’entrambi. Esaminiamo questi metodi ad uno ad uno ed indichiamo la meditazione da praticare per ciascuno di essi.

Servizio santificato
È questo il metodo dell’uomo che esercita la legge, è il metodo dell’occultista ed i suoi rudimenti sono espressi nel Raja-Yoga… La parola «santificazione», come sapete, nel suo senso più profondo significa l’abbandono completo dell’essere intero ad un solo oggetto, il Signore, o il Reggitore. Significa dare completamente sé stesso a colui cui si aspira. Significa la consacrazione dell’intero triplice uomo all’opera da compiere.

Implica dunque il dedicare tutto il tempo e tutto sé stesso al compito di sottomettere ogni corpo al dominio dell’Ego, e la padronanza completa di ogni piano e sotto piano. Implica la comprensione di tutte le evoluzioni e di tutte le forme della vita divina che in essi abbiano dimora, all’unico e solo scopo di promuovere il piano della Gerarchia della Luce.

Il metodo è quello della più intensa applicazione al lavoro di rifinire i corpi e di renderli idonei strumenti di servizio. È forse la strada più aspra che un uomo possa percorrere. Non tralascia alcun settore dell’esistenza. Ogni cosa viene sottoposta alla legge. Quindi la forma della meditazione avrà una struttura triplice:

  • Si dovranno studiare e ponderare le leggi che reggono il corpo fisico. Ciò determinerà una rigorosa disciplina del corpo fisico. Esso verrà messo a disposizione completa del servizio, e quindi sottoposto ad un procedimento che lo accorderà e lo svilupperà in modo più rapido.
  • Si studierà in modo scientifico il corpo delle emozioni, e le leggi dell’acqua (in senso occulto) saranno comprese. Si capirà il senso della frase: «non vi sarà più mare», ed il mare di tempestose passioni sarà sostituito da un mare di vetro, capace di riflettere l’intuizione superiore, e di specchiarla con accuratezza perfetta, perché immobile e senza increspature. Anche il corpo emotivo sarà interamente dedicato al servizio, e la sua funzione nel triplice microcosmo verrà considerata come corrispondente a quella che ha nel macrocosmo, mentre si capirà il significato occulto del fatto che esso è la sola unità completa della triplice natura inferiore, e di ciò ci si servirà per ottenere alcuni effetti. Riflettete su ciò.
  • Si studierà la funzione che la mente inferiore riflette nello schema generale delle cose, e si svilupperà la facoltà di discriminare. La discriminazione ed il fuoco sono occultamente connessi, e proprio come il Logos prova con il fuoco quale sia l’opera che ogni uomo compie, la stessa cosa deve fare il microcosmo su scala minore. E proprio come il Logos compie ciò in modo eminente nella quinta ronda, quella del giudizio e della separazione, anche il microcosmo deve farlo in scala ridotta, in quel quinto e ultimo periodo della sua evoluzione, che abbiamo già esaminato e descritto in una lettera precedente. Tutti i poteri della mente saranno sfruttati al massimo per promuovere i piani evolutivi; dapprima nello sviluppo proprio, poi nel campo particolare in cui l’uomo lavora e si esprime, e da ultimo nei suoi rapporti con altre unità della razza umana, di cui egli si costituisce guida e servitore.

Vedete dunque la sintesi di tutto ciò? Prima la strenua unità d’intento, che è segno distintivo dell’occultista, fusa con la saggezza e l’amore che si riflettono dall’alto, nello specchio del corpo emotivo, e poi l’intelletto che viene costretto ad agire come servo dell’Ego per via della singolarità dello sforzo animato da amore e da saggezza. Ne risulterà il vero Yogi.

Voglio farvi notare che il vero Yogi è colui che, dopo aver debitamente osservato le forme ed i periodi prescritti di meditazione, reca quella meditazione nella vita quotidiana, e finisce con il rimanere tutto il giorno in atteggiamento meditativo. La meditazione è il mezzo per cui si entra in rapporto con la coscienza superiore. Quando il contatto diviene continuo, la meditazione, quale voi la concepite, non è più necessaria. 

In questo primo metodo lo studente opera dalla periferia verso il centro, dall’oggettivo al soggettivo, dalla forma alla vita entrostante. Pertanto, per via dell’enfasi che il Raja-Yoga pone sul corpo fisico e sul suo saggio controllo, l’occultista realizza l’importanza essenziale di quel veicolo, e l’inutilità di ogni suo sapere che prescinda da un corpo fisico per mezzo del quale potersi esprimere e servire. È la linea del primo raggio, e del suo complementare o affiliato.

Amore e saggezza
Questo metodo è quello di minor resistenza per i figli degli uomini. È il sottoraggio del raggio sintetico di analoga vibrazione, di cui il nostro sistema solare è manifestazione oggettiva. Ma cerco di farvi rilevare che l’amore conseguito dallo studente che pratica la meditazione secondo questa direttrice non è quel concetto sentimentale di cui spesso si discute. Non è l’amore che non discrimina, che non vede limitazione alcuna, che non ammette alcun difetto.

Non è l’amore che non cerca di correggere e che trova la propria espressione in un atteggiamento malaccorto verso ogni cosa che vive. Non è l’amore che trascina ognuno nel servizio, sia esso adatto o no, e che non riconosce alcuna differenza nel grado di evoluzione. Molto di quel che viene detto amore – se applicato a fil di logica – finirebbe con il fare a meno della scala evolutiva, e collocherebbe tutti sullo stesso livello. In potenza tutti sono eguali, è vero, ma negli attuali stadi di servizio, non tutti lo sono.

Il vero amore o la vera saggezza scorge con perfetta chiarezza le mancanze insite in ogni forma, e volge ogni sforzo ad aiutare la vita entrostante a liberarsi di ciò che l’impaccia. Riconosce saggiamente coloro che han bisogno di aiuto, e coloro che non hanno bisogno di cure. Ode con precisione, e vede il pensiero del cuore e cerca sempre di fondere in tutto coloro che lavorano nel mondo. 

Il che ottiene non per cecità, ma per discriminazione e saggezza, separando le vibrazioni che si contrastano, situandole in posizione diversa. Troppo si è insistito su ciò che si chiama amore (interpretato dall’uomo secondo l’attuale suo stato evolutivo), e poco sulla saggezza, che è amore esprimentesi in servizio, quel servizio che riconosce la legge occulta, il significato del tempo e il livello conseguito.

È questa la linea direttrice del secondo raggio e dei raggi affiliati e complementari. In seguito, sarà quello che tutto include, sarà il solvente, assorbirà ogni cosa. Poiché è il raggio sintetico, può essere seguito sia secondo le linee del Raja-Yoga che della Gnostica Cristiana…

Applicazione intellettuale
Qui l’ordine è capovolto, e lo studioso, frequentemente polarizzato nel suo corpo mentale, deve imparare per mezzo della mente a comprendere gli altri due corpi, a dominarli e governarli, e a sfruttare al massimo i poteri inerenti del triplice uomo. Questo metodo non è forse altrettanto arduo, sotto certi aspetti, ma si devono trascendere le limitazioni del quinto principio, prima di poter compiere un reale progresso. Tali limitazioni sono soprattutto la cristallizzazione, e ciò che chiamate orgoglio. Devono essere spezzati entrambi, prima che lo studente che procede mediante l’applicazione intellettuale possa servire i suoi fratelli usando amore e saggezza come movente animatore.

Deve apprendere il valore delle emozioni, e ciò facendo deve padroneggiare l’effetto del fuoco sull’acqua, inteso nel senso occulto. Deve imparare il segreto di quel piano, segreto che (quando gli sarà noto) gli darà la chiave per fare affluire l’illuminazione dalla Triade, tramite il corpo causale, fino a quello astrale. Esso cela, anche, la chiave del quarto livello eterico. 

Ciò non sarà ancora compreso da voi, ma sono cenni, questi, che contengono cose di molto valore per lo studente.È la linea del terzo Raggio, e dei suoi quattro Raggi sussidiari, ed è un metodo di grande attività, di ripetuti trasferimenti, e di esibizione di molta attività mentale nei mondi inferiori.

Solo quando lo studente, che proceda mediante l’applicazione intellettuale, ha appreso il segreto del quinto piano, potrà vivere la vita del servizio santificato, e così fondere i tre Raggi. Sempre deve conseguirsi la sintesi, ma la colorazione, o il tono fondamentale, sempre permane. La prossima ronda, la quinta, paleserà la massima espressione di questo metodo. Essa sarà la ronda del supremo sviluppo mentale, e porterà le sue evolventi Monadi ad altezze che ora sono inconcepibili.

La ronda attuale segna il culmine del secondo metodo, quello dell’amore-saggezza. È la quarta, quella per cui l’emotivo raggiunge un’alta quota vibratoria – ed esiste un legame che connette il quarto piano, dell’armonia, con il corpo emotivo, o quarto principio, con il quaternario, con la quarta razza-madre, l’Atlantidea, che coordinò l’astrale. Con queste corrispondenze ho dato alimento per il vostro pensare.

Tratto da “Lettere sulla meditazione occulta ricevute e pubblicate da ALICE A. BAILEY”, Editrice NUOVA ERA – ROMA

 

Articolo pubblicato sulla rivista Quarta dimensione n.3 del 2012

SOMMARIO

  • Papa Giovanni XXIII e l’incontro con l’uomo delle stelle;
  • Giove il primo Padre del Sistema Solare – La scienza conferma;
  • Il campo sorgente – David Wilcock;
  • Trimprob – Diagnosi precoce;
  • L’industria della salute;
  • Dare le medicine ai sani;
  • Fukushima – bomba ad orologeria;
  • Commercio di organi umani;
  • Angeli tutelari – Ultima parte;
  • I pilastri della salute – Peter Deunov;
  • Il valore della profezia – Comunicazioni dell’Entele Ramatis a Hersilio Maes;
  • La compassione – Edgar Cayce;
  • In ricordo di Eugenio Siragusa;
  • Il Cratere delle Sapienza – Poimandres Intelligenza Suprema – I 7 domicili di Ares;
  • Lettere sulla meditazione occulta – Comunicazioni del Tibetano a Alice Bailey;
  • Le profezie di Padre Pio;

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