La NASA comincia a credere alle profezie?

1_23_b45023 Aprile 2009 –  Lo studio dello spazio attraverso i sofisticati telescopi e sonde spaziali, hanno permesso agli scienziati di ricevere informazioni preziose.

Quelli che un tempo erano considerati i “segreti del cosmo”, grazie ai moderni mezzi tecnologici, sono adesso divenuti parte della nostra conoscenza scientifica e ci consentono di conoscere quello che accade intorno a noi.
Allo stesso tempo lo sviluppo tecnologico ed il progresso scientifico ci rivelano sempre più la fragilità e l’impotenza delle nostra civiltà di fronte a eventi che non siamo in grado di prevedere e fronteggiare.
Un terremoto e tutto scompare, un uragano, uno tsunami e la faccia del pianeta cambia. Con tutta la nostra spavalderia e il nostro orgoglio nulla possiamo fare per fermare la terra che trema, il mare che invade, il vulcano che distrugge.
Se siamo impotenti di fronte alle trasformazioni della natura lo siamo ancora di più di fronte ai grandi eventi che riguardano il mutamento del universo.
Spesso dimentichiamo che la Terra è solo un minuscolo granello di sabbia di questo immenso deserto che è il cosmo, se il nostro pianeta svanisse la vita del deserto continuerebbe, siamo solo un minuscolo particolare di questo immenso corpo cosmico, dovremmo sempre tenerlo presente anche di fronte alle nostre manie di grandezza e di onnipotenza.
Abbiamo visto come l’Italia in Abruzzo si è mobilitata di fronte alla sofferenza e ai disagi provocati dal terremoto.
E’ stato confortante vedere tanta solidarietà. Peccato che solo di fronte a un tragico evento come un sisma, la gente riesce ad unirsi e a sviluppare l’aiuto reciproco.
Persone che prima neppure si salutavano oggi sono amici e si aiutano per sopravvivere.
In realtà dovrebbe essere sempre così, questo è il segreto dell’evoluzione di una civiltà: l’aggregazione, l’unione, il rispetto il desiderio di aiutarsi così come si può secondo le nostre capacità e possibilità.
La razza umana è una grande famiglia e non è divisa in neri, bianchi, gialli e rossi; il razzismo dimostra quanto ancora siamo lontani dall’essere una “super civiltà”.
Quante parole sono state spese sulla data del “2012”, apocalittiche previsioni e profezie giungono da diverse parti.
Adesso che mancano pochi anni anche la NASA annuncia la possibilità che eventi astronomici di grande portata coinvolgano nei prossimi anni la Terra.
Un rapporto finanziato dalla Nasa e pubblicato a gennaio dalla National Academy of Sciences (Nas) americana conclude che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, oggi totalmente dipendente dall’elettricità e dalla tecnologia.
«Ci stiamo avvicinando sempre più ad un possibile disastro», ha dichiarato Daniel Baker, esperto di meteorologia spaziale dell’università del Colorado e presidente della commissione della Nas che ha redatto il rapporto.
I risultati di questo studio sembrano essere in sintonia con le previsioni sul 2012 lasciateci dai Maya e da altri popoli come gli indiani Hopi.
Questi popoli avrebbero predetto la fine di un’era (quella attuale) e l’inizio di un’altra in cui la civiltà della Terra abbraccerà definitivamente un modello di vita orientato verso valori universali positivi.
Secondo gli scienziati, in un anno di intensa attività del Sole, come si prevede potrà essere il 2012, potrebbero avvenire violente esplosioni della corona solare e la Terra potrebbe essere investita da un’ondata particolarmente violenta di vento solare.
A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una perturbazione geomagnetica tale, secondo l’esperto, da far letteralmente saltare le linee elettriche.
Alle forti tempeste solari si potrebbero verificare cadute di sciami di asteroidi. Sarà per questo motivo che nelle basi sotterranee presso l’isola di Svalbard situata a metà strada tra la Norvegia e il Polo Nord, sono stati messi in sicurezza tutti i semi per far ripartire dopo una catastrofe, l’agricoltura?
Il tunnel costruito alle Svalbard ha la capacità di contenere 4,5 milioni di diversi campioni di sementi. Dal momento che ogni campione contiene in media 500 semi, questa struttura conserva circa 2,25 miliardi di semi.
Esse si trovano nella regione artica di stoccaggio nel caso di un futuro disastro che potrebbe distruggere le colture alimentari.
La posizione è stata accuratamente scelta per prestare la massima protezione per i semi.
I sotterranei sono stati costruiti in un lungo tunnel di 120 metri all’interno di una montagna, a circa 130 metri sopra il livello del mare, e del permafrost che è la roccia che fa da spessore in modo che i campioni restano congelati, anche senza elettricità.
Ogni 11 anni la nostra stella attraversa la sua “fase attiva” in questo periodo possono manifestarsi potenti tempeste magnetiche capaci di distruggere ogni sistema di telecomunicazione e le reti di distribuzione energetica.
L’ultima volta che si era verificata una tempesta solare particolarmente violenta, nel 1859, una gigante aurora boreale aveva investito la Terra fino ai Tropici.
In California, un gruppo di minatori si era svegliato pensando che fosse giorno ed invece erano solo le due del mattino. Ma il mondo non era ancora così industrializzato e dipendente dalla tecnologia e, a parte alcuni danni alle linee del telegrafo, le conseguenze di quella tempesta, chiamata perturbazione di Carrington, non furono particolarmente gravi.
Oggi invece le cose andrebbero in maniera molto diversa. Telefoni cellulari e internet potrebbero avere problemi di collegamento, così come la radio, e potrebbero esserci problemi di approvvigionamento elettrico e di acqua.
Senza elettricità le pompe di benzina non funzionerebbero così come le centrali nucleari e a carbone, e l’intero pianeta potrebbe trovarsi senza energia.
Gli esperti hanno calcolato che per far ripartire il sistema sarebbero necessari almeno una ventina d’anni.
Una tempesta solare, afferma Paul Kintner, fisico della Cornell University di Ithaca, New York, farebbe danni almeno dieci volte superiori ad una tragedia meteorologica come quella dell’uragano Katrina.
Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, è che “i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso: “l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate.
“Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati per la previsione delle tempeste”.
La ricerca conclude affermando che “senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe in futuro rendere la nostra società molto vulnerabile”.
Dunque a mano a mano che la verità viene alla luce, scopriamo quanto la nostra tecnologia sia impotente di fronte alle forze della natura, ai venti solari e alle energie dell’universo.
Allora come vivere queste necessarie trasformazioni? Come ci dobbiamo preparare?
Non bisogna dimenticare che gli eventi cosmici investono la vita del nostro pianeta condizionando il nostro esistere nell’espressione fisico, animico e spirituale.
I cicli cosmici scanditi da eventi astronomici di varia natura rappresentano spesso l’inizio di cambiamenti epocali che conducono i mondi verso nuovi equilibri di esistenza.
L’uomo dovrebbe dunque cercare di comprendere tali trasformazioni e vivere entrando sempre più in sintonia con la natura che lo circonda, solo così potrà seguire la corrente positiva delle benefiche forze universali che renderanno la sua vita davvero meravigliosa.
Alla fine tutto ci riconduce alla trasformazione interiore, sicuramente non possiamo nulla contro le forze della natura, ma possiamo tutto quando si tratta di noi stessi e del nostro approccio alla vita.
Ognuno si prepari a trasformare dentro di sé il piombo in oro e la nuova era risplenderà.

Giuliano Falciani

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