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Divenire la speranza del mondo…

Eugenio-18-Agosto-2012

Cari amici, abbiamo cavalcato il tempo di era in era giungendo fin quì, per sperimentare e vivere una nuova energia divina che ci porterà verso una realtà meravigliosa, capace di trasformare ogni cosa, avvicinandoci sempre più all’Origine del Tutto. Questa comprensione aprirà la mente e il cuore al punto di far vibrare il nostro spirito sulla stessa frequenza dell’Amore Divino.

Avremo una nuova consapevolezza di tutto ciò che esiste, il rispetto della vita e di ogni sua manifestazione, sarà di primaria importanza. Scopriremo a poco a poco i segreti della Creazione e nuove verità e conoscenze saranno messe a nostra disposizione per giungere ad un nuovo stato di coscienza.
La nostra nuova condizione ci permetterà di conoscere i segreti dell’universo, di solcare gli spazi siderei per incontrare le innumerevoli realtà che li abitano. Questo è il premio che la Quarta Frequenza evolutiva offrirà a tutte quelle anime che non hanno vissuto passivamente questo decisivo tempo di trasformazione.

Caro Eugenio, quando fisicamente eri vicino a noi più volte avevi annunciato che questo tempo non l’avresti vissuto con il corpo, ma con l’energia del tuo grande spirito, e adesso, dopo ere di servizio per questa umanità, dal tuo roseto solare assisti alla realizzazione di un progetto che la Divina Regia originò per questa generazione.

Adesso siamo più di sette miliardi, in verità molti di più di quanti questo pianeta ne possa ospitare. Quattordici miliardi di braccia e mani che potrebbero cambiare il mondo, quattordici miliardi di gambe che potrebbero camminare su una nuova strada, quella della pace, della comprensione, della fratellanza, del rispetto, della cooperazione, ma il miracolo non è ancora avvenuto, pochi sono riusciti ad elevarsi dall’indolenza, pochi tentano di ribellarsi ad un sistema che trascina verso il fondo, la passività umana ha purtroppo raggiunto un livello senza precedenti. Pochi hanno il coraggio di far valere idee positive, di lottare per un cambiamento, per un ideale utile al benessere dell’intera famiglia umana, sono pochi quelli che credono alla realizzazione di un “mondo migliore”.
Nella società vivono e proliferano esseri amorfi, vigliacchi, ipocriti, che si lamentano di tutto e mai si impegnano per paura di rimetterci qualcosa. L’uomo si crede un essere intelligente, ma la sua opera dimostra il contrario.

“La colpa è della vostra arrogante ignoranza” così riferivano ad Eugenio gli Esseri Cosmici. “Credete ancora di essere i soli, gli unici, i più intelligenti, gli invincibili, i più grandi delle numerose famiglie viventi esistenti nel cosmo. La vostra cecità vi rende cinici, orgogliosi, violenti, fermentatori di malefizi, di inganni e maestri di odio, di morte, di violenza, di distruzione. Avete voluto rifiutare tutto della Legge Divina che i maestri della saggezza vi hanno offerto per evolvere verso migliore destino e liberarvi dalla pula del male che affligge e tormenta le vostre esistenze, logorando i valori indispensabili, i soli a poter alimentare la giustizia, la pace e la fraterna concordia. Avete fatto riaffiorare i presupposti degli imperi che furono strumenti di dissolutezza morale, materiale e spirituale, agevolando così la totale sottomissione alla delirante e folle “mammona”, corruttrice ed ebbra di sangue, di materiale dominio e di morte. Il grido degli afflitti e dei perseguitati per fame, per ingiustizia, ha raggiunto il vertice del cielo muovendo la pietà e la giustizia di colui che presiede il governo del cielo e della terra. L’intervento è già iniziato”.
Questo è uno dei messaggi inviati dal Cielo alla Terra che dipinge ancora oggi lo stato attuale della nostra civiltà.

L’umanità sta affondando, e sembra che nessuno se ne interessi. Caro Eugenio, questa passività ferisce il mio cuore e solo attraverso questo pungente spasimo riesco a comprendere in parte il tuo dolore, quante volte ti ho visto piangere per questa umanità, quante volte il tuo sguardo penetrava il mio spirito cercando comprensione, complicità, consenso, consolazione, si, perchè anche io come te cercavo e cerco nel cuore degli uomini le stesse cose, unione di intenti e forza per poter risolvere questo dramma che oggi la cruda realtà mostra senza veli, senza pietà. Un dramma, quello umano, che non ha mai avuto simili manifestazioni su questo pianeta. La bestialità umana, infatti, ha raggiunto livelli inaspettati, non sono bastate le tue lacrime nè la tua comprensione e nè tanto meno i tuoi reiterati avvertimenti, purtroppo siamo giunti al punto di non ritorno.

Conservo dentro di me il ricordo dei tuoi incoraggiamenti affinché fosse fatto tutto il possibile per risvegliare le anime dormienti: “date a quanti potete il vostro respiro d’amore”, questa era la speranza che nutrivi in gran segreto nel profondo del tuo cuore e che pochi hanno saputo raccogliere. Il Cielo sceglie bene i suoi strumenti… questo l’ho sempre saputo e tu me lo hai confermato, con il tuo impegno, con la tua pazienza, con il tuo amore sostenuto da una Giustizia vera, cristallina, riflesso della Luce di quel Padre che sempre hai voluto farci conoscere, quel Padre pronto a consolare la tua e la nostra umana esistenza e ad alleviare la costrizione che il tuo spirito viveva in un corpo destinato a vibrare su frequenze altissime capaci di emozionare sin nel profondo tutti quelli che nella tua umana esistenza hai incontrato.

Anch’io ti ho incontrato, non posso dimenticarlo caro Eugenio, ed ogni volta che un fiore sboccia dalla nostra opera sorrido e immagino che nel tuo roseto lo stesso fiore possa aprirsi e raccogliere l’abbraccio tenero del tuo sguardo, il bacio della tua lacrima d’amore. Immagino il tuo roseto come una immensa radura verde pronta ad ospitare tutti quei fiori che spunteranno grazie a te. Quando il prato sarà fiorito, l’umanità risorgerà. Ti immagino il giardiniere delle nostre anime, colui che si prende cura di noi, delle nostre umane esistenze. Un essere che ha compreso l’amore non può rinchiudersi in un giardino, ma può solo servire ed amare in eterno.

Caro Eugenio, Io credo ancora che il mondo possa cambiare, e con me lo credono anche altri, questo desiderio è la forza di tutti coloro che sentono di essere la speranza dell’umanità, nessun inferno può trasformarsi in paradiso senza azioni concrete, di coraggio, senza comunione di intenti, ma soprattutto senza fede in ciò che facciamo.

In ricordo della tua dipartita, grazie Eugenio.

Giuliano Falciani
18 Agosto 2012

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