Aterosclerosi e Medicina Costacurtiana

L’aterosclerosi è un processo degenerativo delle pareti dei vasi arteriosi che ne causa il progressivo restringimento fino alla ostruzione, con la formazione di ateromi (placche aterosclerotiche all’interno dei vasi). Le inevitabili conseguenze cerebrali, cardiache e renali sono responsabili di numerosi decessi e patologie croniche senili.

Spesso è un fenomeno identificato nell’anziano, ma ha inizio giovanile con fattori di rischio notevoli. I fattori di rischio legati all’aterosclerosi sono molteplici, ma in particolare destano maggior preoccupazione fenomeni come l’ipertensione e le dislipidemie (alterazione del normale metabolismo dei grassi).

L’ipertensione riveste un grosso fattore di rischio nell’aterosclerosi e, a 70 anni circa, i 2/3 della popolazione ne sono coinvolti. Le Dislipidemie hanno una grossa incidenza sull’aterosclerosi specie se il colesterolo ha un cattivo rapporto con l’HDL (il famoso colesterolo buono).

Tra gli altri fattori che favoriscono l’aterosclerosi troviamo: l’obesità, l’eccessivo utilizzo di caffè, alcolici e fumo (nicotina e monossido di carbonio del fumo sono fattori acceleranti dell’aterosclerosi, togliere il fumo abbassa immediatamente i rischi delle cardiopatie coronariche indipendentemente dall’età e dalla quantità di sigarette fumate). La situazione diventa tanto più peggiorativa, quanto maggiore sarà la conduzione di un modus viventi non conforme a principi igienico-dietetici fisiologici e la mancanza di esercizio fisico.

La medicina nega la possibilità di metodi idonei al controllo del fenomeno, se non attraverso l’assunzione di farmaci che ritardino l’invecchiamento, che agiscono su malattie pregresse o in fase evolutiva.

La medicina naturale, quella vera s’intende, interviene suggerendo un regime di vita sano, una sana alimentazione che preveda quanto necessario ai fini nutrizionali, osservando la corretta associazione degli alimenti e introducendo in modo particolare, quelli capaci di contrastare e prevenire questo tipo di patologie.

Spesso, s’intervenie drasticamente eliminando totalmente gli alimenti ricchi in colesterolo e grassi saturi e non si considera che, pur limitandone l’utilizzo, è invece più importante favorire la loro assimilazione, integrandoli con cibi, le cui caratteristiche nutritive si comportano da antagoniste a quelle pericolose: è il caso dei grassi polinsaturi, maggiormente conosciuti come omega 3 e omega 6.

L’attenzione scientifica a riguardo, si è soffermata sull’importanza di tre particolari acidi grassi, l’acido α-linolenico, l’EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico), appartenenti appunto, alla famiglia degli acidi grassi polinsaturi a catena lunga gli: “omega 3”.

Nella nutrizione trofologica, trovano quindi grande impiego l’uso del limone mattutino (specie la cura dei sette limoni), la lecitina, gli oli di semi ottenuti da pressione a freddo come lino, perilla, cartamo, zucca, soia, mais, girasole… É però doveroso ricordare che, seppur non previsti in trofologia, la maggior concentrazione di omega 3, eccezion fatta per l’olio di lino e di seme di zucca, la troviamo negli oli di pesce quali: squalano, ippoglosso, salmone …

Gli omega 3 sono invece contenuti in modo blando o del tutto assenti negli altri oli di semi. L’olio di noce o la noce ne sono invece molto ricchi. Il DHA e l’EPA ottenuti esclusivamente dall’olio di pesce hanno un forte sapore e un fenomeno di retrogusto molto spiacevole.

Inoltre, l’attuale tendenza ad un uso eccessivo di omega 3 da pesce, causa una depauperazione dell’ecosistema, basti pensare che, per produrre 1 kg di olio al  DHA, necessitano 50 kg di biomassa ittica, tonni + piccolo pesce azzurro + zooplacton + fitoplacton secondo la catena alimentare.

Oltre agli oli vegetali già citati, un altro elemento straordinariamente ricco di DHA è la microalga Schizochytrium, importante fonte di nutrimento per i pesci e le cui proprietà migliorano anche la vista. Le membrane della retina degli occhi, sono infatti, la parte del nostro organismo che contiene la più alta percentuale di DHA, circa il 60%. L’alga viene coltivata naturalmente, fermentata in ambiente sterile in presenza di glucosio e quindi centrifugata, essiccata e avviata poi alla procedura per l’estrazione dell’olio (olio algale). Per produrre 1 kg di olio al DHA necessitano 4 kg di alghe.

Essendo di natura vegetale, questo tipo di olio non risente del retrogusto di pesce e quindi più accettabile dalle persone che lo utilizzano. Inoltre, questo olio naturale è puro, non manipolato e ricavato da microalga non geneticamente modificata. E’ anche privo di tossine e di effetti patogeni o mutageni, sterile e esente da iodio.

L’alimentazione crudista, arricchita con semi oleosi quali noci, nocciole, mandorle, semi di lino decorticati, ecc. riveste altresì un ruolo fondamentale per la prevenzione e la cura dell’aterosclerosi, soprattutto in un primo periodo chiamato di: “disintossicazione”.

Tra le piante fitonutrizionali è bene citare la commiphora e l’aglio con proprietà anticolesterolemiche; bambù tabashir e polvere di equiseto con proprietà ristrutturanti ed elasticizzanti dei vasi sanguigni.

Tra le più recenti novità in fatto di dislipidemie, figura invece il “Monascus Ruber”, una sostanza ottenuta dal riso rosso fermentato avente grande capacità di controllo lipidico. Inoltre, bisogna sottolineare l’importanza del carciofo e, per chi non soffre d’ipertensione: il rosmarino.

Fitosteroli
I fitosteroli sono composti lipofili della famiglia dei triterpeni, ampiamente distribuiti nel regno vegetale, le cui proprietà ipocolesterolemizzanti sono note fin dagli anni ’50. 
I fitosteroli non possono essere sintetizzati per via endogena nell’uomo e derivano quindi esclusivamente dalla dieta.

Gli alimenti con il maggior contenuto di steroli vegetali, come già citato, sono gli oli vegetali, seguiti dalla frutta a guscio e da cereali integrali e loro derivati. Tra i vegetali i contenuti più elevati si riscontrano in broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, olive verdi e nere.

Nei paesi occidentali l’apporto con la dieta è aumentato di circa un 50% nel caso delle diete vegetariane specie se crudiste. I fitosteroli ed il colesterolo, giunti con la dieta o attraverso il circolo entero-epatico nell’intestino tenue, sono poi assorbiti in modo più o meno regolare in funzione del tipo di alimentazione seguito e della febbre gastrointestinale individuale.

Le discipline naturali
Le tecniche naturali, rivestono un ruolo fondamentale nella prevenzione e controllo del problema in questione, specie alla luce di tutti i fenomeni già citati, relazionati allo stato di squilibrio termico e febbre gastrointestinale che, possono condizionare in modo negativo, l’assorbimento delle sostanze e la sintesi metabolica corretta di ogni nutriente.

L’importanza quindi di una più corretta nutrizione e dell’applicazione delle discipline igienistiche naturali al fine della depurazione e di un migliore funzionamento organico di fegato, intestino e di ogni altro distretto del nostro organismo, esercizio fisico compreso.

Inizialmente, bisognerà procedere, facendo attenzione a non utilizzare le pratiche forti quali il getto folgorante, bagno di vapore, bagni e getti troppo freddi. Questi ultimi, qualora vengano utilizzati, oltre ad avere una temperatura neutra, (meglio iniziare con fregagioni tiepide o secche), devono essere attuati per tempi brevi. Solo in un secondo tempo, dopo un approccio disintossicante, si potrà pensare, anche in relazione alle risposte individuali di ogni soggetto, se prolungare i tempi di esposizione termica e la temperatura del trattamento.

Restano comunque indispensabili tutte quelle tecniche utili al mantenimento di un corretto processo digestivo: boule calda oppure, compressa calda semplice o addizionata con erbe non eccessivamente stimolanti come ad esempio l’achillea. Il fango sul ventre, i pediluvi caldi all’inizio e caldo/freddi in seguito, la fregagione del corpo e i bagni genitali o di tronco caldi in fase iniziale.

Qualora siano stati identificati i distretti organici dove esiste una concentrazione aterosclerotica, è buona norma applicare su queste zone  un impacco o fasciatura preparati con limone spremuto, oppure con ricotta a temperatura ambiente o meglio leggermente tiepida, specie se il problema dovesse essere molto consistente.

Ancora una volta, la Naturo-igieno-trofopatia Costacurtiana, si rivela di valido ausilio a tutte quelle persone consapevoli di riporre nella natura e in se stesse la capacità di autoguarigione e che, con spirito di sacrificio per l’impegno richiesto ma con grande gioia vitale, non stanno con le mani in mano in attesa del verificarsi di eventi possibili ai danni della propria salute.

di Corrado Tanzi

 

Corrado Tanzi è un naturologo, iridologo e ricercatore indipendente della scuola Costacurtiana, insegna iridologia, idroterapia e discipline igienistiche naturali secondo il metodo naturale termico di Lezaeta, Costacurta e Kneipp. Autore del libro “Naturoigienismo – Star bene con gli elementi e le nostre forze vitali”, edito da il Gufo Editore. 

CLICCA QUI per leggere di più e ordinare il libro.

Approfondisci con il materiale di studio e informazione disponibile su 
SaraS Shop Online