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Accade sulla Terra: un esempio di violenza ed uno di gratitudine

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Lettera aperta ad Eugenio Siragusa nel decimo anniversario della sua dipartita da questo mondo e nel ricordo della sua nascita e risveglio

“Abbiamo ucciso per vedere cosa si prova, lo hanno accoltellato alla gola per non farlo urlare poi lo finiscono a martellate e a pugnalate” e poi  “… Dindim, il pinguino che ogni anno torna a trovare l’uomo che gli ha salvato la vita”

Caro Eugenio, sono ormai dieci anni che hai lasciato fisicamente questo pianeta, il tempo è passato molto in fretta e purtroppo le cose non sono migliorate.
Non riuscirò mai ad abituarmi a tutto ciò che offende così brutalmente il sacrosanto diritto alla vita. Oggi la nostra società smarrita piange i suoi troppi figli, violentati e uccisi e non c’è consolazione che possa placare questo immenso dolore.
Perché questa crescente follia omicida e suicida? Cosa sta accadendo a questa umanità? Già tu te lo chiedevi quando eri ancora tra noi.
Come ben vedi dal tuo roseto solare, da allora, da quando divulgavi i tuoi accorati appelli ad una umanità dormiente, le cose hanno seguito un corso che tu in qualche modo avevi già visto, ogni giorno le notizie che arrivano sono a dir poco raccapriccianti! Io credo però che non possiamo assolutamente abituarci a tutto ciò, dobbiamo continuare ad aborrire nel modo più assoluto questa violenza che come un male dilagante offusca la mente e il cuore di molti. Penso che questa sarebbe stata la tua volontà: contrastare il più possibile con pensieri e azioni concrete questo disamore che tenta di distruggere ogni cosa.
Adesso ciò che di più brutto accade è sotto i nostri occhi, occhi smarriti in cerca di una risposta, occhi gonfi di lacrime da versare tra le molte, troppe e infinite domande che nascono nel nostro cuore, nella nostra mente. Perché? Perché tanta violenza? Perché tanto odio? Perché tanta sofferenza?

La violenza è preludio di decadenza dei valori umani, abbrutimento della società divenuta virulenta, corrotta, incapace di far prevalere i diritti fondamentali della vita sorretti da una saggia giustizia. La violenza è un pernicioso male infettivo, un raptus psichico contagioso, rapidamente trasmissibile e inesorabilmente crescente. Nei conflitti questo raptus si evidenzia e si amplifica con simultaneità.
Vi avevamo a suo tempo, consigliato di badare seriamente alla vostra gioventù, nata e cresciuta in un periodo non certamente favorevole a certe indispensabili stabilità ed equilibri psico-fisici, per poter sviluppare e realizzare i valori portanti di una metamorfosi spirituale forzata per regole evolutive.
Invece avete sviluppato nelle loro sensibili coscienze moventi contrari, fallaci, turbolenti, rendendo sterile e vuota la loro nuova identità aureolata da nuovi sentimenti, da concetti più avanzati nel concepire la vita, la fratellanza, l’amore, la pace, la giustizia, la convivenza degli uni con gli altri. Con egoistica strategia li avete strumentalizzati per fini abietti, facendo lentamente sfiorire gli aneliti di bene che con la vostra gioventù erano suscitati, fioriti come rose in un arido deserto.
Dall’insoddisfazione nascono e crescono le reazioni, le esasperazioni, la violenza.
Non avete nulla da rimproverare alla vostra gioventù non compresa e lasciata in balia di se stessa, vittima di un consumismo sfrenato e di quanto la società sodomitica del nuovo millennio, le ha proposto a piene mani con cinismo e violenza.
Gli extraterrestri tramite Eugenio Siragusa

Questo messaggio ricevuto dai fratelli del cielo tu lo divulgavi con tanto amore e altrettanta preoccupazione, quando un giorno me lo hai letto, ho visto le tue lacrime solcare il tuo viso, provato da anni di sofferenze per una umanità cieca e sorda ai richiami celesti, mentre lo leggevi con una forza e una fede che non dimenticherò mai finché avrò vita, ed oggi voglio che questo messaggio non sia dimenticato e che possa in qualche modo far riflettere tutti coloro che hanno accesa la luce nel loro spirito, quella luce che potrebbe finalmente cambiare ogni cosa per il bene di tutta l’umanità.

Si uccide… perché? Perché questa crescente follia omicida e suicida? Che cosa sta succedendo a questa umanità? La verità è che non siamo più capaci di fermare l’odio e la dissolutezza materiale, morale e spirituale.
Non siamo più disposti ad amare, a nutrire comprensione e fraterna carità. La bestia è cresciuta ed impone la sua forza distruttrice devastando, logorando i beni supremi della vita e di tutte le cose create.
Il male è divenuto fine a se stesso minando in modo irreversibile l’anelito di libertà e di pace, di concordia e di speranza in un mondo migliore, fecondo di bene e di sanità nel corpo e nello spirito. Il terrore fa ridere la morte, la pasce, la nutre e la violenza psichica, fisica e morale acceca, abbrutisce, sconsola rendendo un inferno la vita.
Ma perché? Perché? Perché? Perché non riusciamo ad emergere da questo affannoso delirio?
Manca l’amore!
Eugenio Siragusa

Si, manca l’amore, hai ragione caro Eugenio, e se manca l’amore non c’è vita, non c’è bellezza, non c’è pace, non c’è armonia. Se manca l’amore nulla ha più senso poiché tutto nasce dall’amore. Bisogna imparare da coloro che vivono immersi in questa energia che anima la loro essenza, che stimola gratitudine, ringraziamento, riconoscenza. Ed è proprio dalla natura che possiamo raccogliere nel silenzio dei nostri cuori l’essenza di questa potente energia che ravviva ogni cosa, che la rende serena e felice. Manca l’amore nel cuore dell’uomo ed è per questo che l’universo, che è amore assoluto, invia i suoi messaggeri affinché l’uomo possa intenerirsi alla sua potenza, arrendersi alla sua bellezza.
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La gratitudine nelle creature dei regni ingiustamente invocati come inferiori, non conosce confini come il caso di quel pinguino che ogni anno dal 2011 percorre migliaia di chilometri per andare a trovare, un pescatore che gli salvò la vita ripulendo il suo manto da una mortale copertura di catrame, pulendogli le piume e dandogli da mangiare sardine fino a farlo ristabilire. Il pinguino rimase qualche mese con il suo salvatore fino alla muta delle sue piume e subito dopo ripartì per il suo viaggio. Ogni anno da allora nuotando per 8 mila chilometri dalla Patagonia giunge in Brasile in giugno e vi rimane fino a febbraio, per incontrare il suo salvatore. Appena lo vede lo riconosce e comincia a gridare di gioia, si fa coccolare e nutrire. Questo è l’amore che a noi manca, una realtà fatta di comunione, condivisione, pace, armonia, giustizia e gratitudine, gli animali ci ricordano che abbiamo dimenticato e perduto tutto questo.

Ecco, questo pinguino ci insegna cosa è la gratitudine per questo lo sento come un messaggero dell’amore dell’universo, un insegnamento che intenerisce il cuore fino alle lacrime.
Caro Eugenio in questi giorni si ricorda anche la tua nascita in questo mondo e il tuo risveglio eventi accaduti il 25 marzo, giorno dell’annunciazione. Vorrei ricordarti così, con questo messaggio che ci inviasti in risposta ad una nostra lettera di buon compleanno. Penso che questo sia un messaggio più che mai attuale, di speranza e di consolazione per noi tutti di SaraS, ma anche per tutti coloro che ti hanno conosciuto e che cercano di vivere il tuo insegnamento.

Inizia un nuovo tempo di attesa e di speranza per voi, spiriti viventi rimasti ferventi…
Il vostro ricordo, gioielli dell’Altissimo, è stato per l’anima mia una soave carezza di pace e di verace fraterno conforto…
Eugenio Siragusa

Grazie Eugenio
Giuliano Falciani
Marzo 2016

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